“Oggi la nostra rivoluzione ha vinto”: così i leader della Sudanese Professionals’ Association, il movimento pro-democrazia che ha abbattuto ad aprile il dittatore Omar al-Bashir in Sudan, hanno salutato l’accordo di condivisione del potere stretto tra militari e forze della società civile.
L’accordo è arrivato dopo settimane di impasse politica e dopo che la repressione dei militari contro i manifestanti ha provocato un centinaio di morti il mese scorso.
La giunta militare al potere in Sudan e la coalizione di forze della società civile del Paese hanno raggiunto un accordo di condivisione del potere, annunciato da un inviato dell’Unione Africana (UA).
L’accordo, ha detto Mohammed el-Hassan Labat, include una tabella di marcia per una transizione verso un governo guidato da civili.
Entrambe le parti hanno concordato di formare un consiglio sovrano congiunto che governerà il Paese per “tre anni o poco più”.
Il consiglio sarà composto da cinque militari e cinque civili, mentre un’altra poltrona andrà a un civile con un background militare. L’accordo è destinato a porre fine allo stallo in cui si trova il Paese africano dopo la deposizione del trentennale autocrate Omar al-Bashir avvenuta lo scorso aprile.
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