Il sindacato dei pediatri, la Cipe, spiega che dopo l’incontro del 23 aprile con l’agenzia per la contrattazione per riavviare le trattative per il rinnovo del Accordo Collettivo Nazionale la stessa agenzia
”ha riferito che la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha disconosciuto il documento, dimostrandosi sorda alle richieste dei Pediatri di Famiglia che, pur consapevoli delle difficoltà economiche incombenti in tutti i settori del mondo del lavoro, si erano dimostrati disponibili ad affrontare un rinnovo di tipo normativo, senza alterazioni di costi per la Parte Pubblica.
La Conferenza delle Regioni deve prendere atto che non sono i medici a non volere un rinnovo dell’ACN, lo dimostra l’accordo del 4 marzo”.
Il sindacato dei pediatri conclude spiegando di volere un contratto che
”garantisca gli stessi livelli di salute per i bambini di tutte le regioni italiane e, in concerto con le associazioni dei genitori, porterà a Roma le rimostranze dei Pediatri di Famiglia e dei loro assistiti”.
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