Cultura

Roma, i ragazzi di via della Gatta tentano di salvare la storica libreria Zalib

Un maglietta con un logo progettato ad hoc, un comitato, un gruppo su Facebook “I ragazzi di via della Gatta”, con video e foto di supporto che arrivano anche da lontano – Bogotà, Madrid, New York – sotto l’hashtag ##savezalib, un crowdfunding: un gruppo di ragazzi dai 15 ai 30 anni sta tentando di tutto per salvare una storica libreria, Zalib, nel centro di Roma, che per loro negli anni è diventata “uno spazio raro ed accogliente dove siamo cresciuti umanamente, culturalmente ed intellettualmente”. Un “luogo dell’anima”. Hanno anche percorso le via istituzionali e scritto una lettera appello “al I Municipio, al Comune di Roma Capitale, alla Regione, al ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ael ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, agli altri Enti pubblici e privati” ma indirizzata anche a tutti coloro che vogliono aiutarli. “Zalib – scrivono – è una storica libreria indipendente del centro di Roma che a breve sarà costretta a chiudere; purtroppo l’e-commerce è un concorrente troppo forte per le piccole realtà come questa. Zalib, però, è molto più di un semplice esercizio commerciale: nel corso di 17 anni di attività, Marco Zavaroni, il gestore, è riuscito a rendere la libreria una Casa per centinaia di giovani, uno spazio raro ed accogliente dove siamo cresciuti umanamente, culturalmente ed intellettualmente”.

Dal 2 ottobre venuti a conoscenza dell’imminente sfratto i ragazzi si sono mobilitati in prima persona: “Abbiamo promosso un fundraising online, ci siamo riuniti nel Comitato ‘I Ragazzi di Via della Gatta’, di cui abbiamo creato la pagina Facebook; abbiamo contattato i giornali e scritto una lettera aperta alla famiglia Doria Pamphilj, proprietaria dello stabile”. E sono pronti a “impegnarsi in prima persona per rilanciare questa realtà piccola e preziosa che va a tutti i costi tutelata”. “Se perdiamo la nostra libreria – scrivono i ragazzi – perderemo allo stesso tempo il centro propulsore delle nostre idee ed iniziative”, così nonostante per ora non abbiamo avuto successo e lo sfratto vada avanti “I Ragazzi di Via della Gatta non hanno intenzione di demordere”: “Sin dal principio, abbiamo portato avanti questa battaglia nel completo rispetto della legalità ed essendo coscienti delle irremovibili posizioni della proprietà, agiremo sempre in modo responsabile e corretto. Siamo, dunque, determinati a continuare la nostra iniziativa anche al dì là delle mura della nostra libreria, pronti a proporre presto un progetto per l’assegnazione di un nuovo spazio”. Molte persone hanno supportato i ragazzi, attività ed associazioni, arrivando fino alle istituzioni pubbliche, in particolare modo alla Regione Lazio; lo stesso presidente Zingaretti se ne è interessato: ieri una delegazione dei ragazzi si è recata nella sede della Regione per un incontro preliminare con funzionari delegati dello stesso presidente, per valutare la situazione ed elaborare proposte per il futuro.

Zingaretti con un tweet ha risposto al loro appello: “Le ragazze e i ragazzi di Via della Gatta stanno animando grande battaglia culturale e civile. La Regione è vicina, pronta a fare sua parte”. Ora i ragazzi lanciano un appello cercando di coinvolgere altre istituzioni prime tra tutte il I Municipio, il Comune di Roma, il Mibact, il Miur, “affinché ci si riunisca congiuntamente in una tavola rotonda e affinché supportino con gesti concreti la nostra iniziativa, sperando che il nostro territorio non perda le radici culturali che lo hanno da sempre caratterizzato”.

I ragazzi hanno le idee chiare: “Abbiamo bisogno prima di tutto di un luogo di aggregazione poiché Zalib, per tutti noi è anche luogo dell’anima, è stato prima e soprattutto questo: uno spazio fisico e concreto, un’agorà dove confrontasi e crescere insieme, fonte di divulgazione, creatività e studio”. Così i ragazzi per difendere il loro “luogo dell’anima” resteranno a fianco della loro libreria e del loro proprietario, per “sostenerli e restare al loro fianco, vivendo fino in fondo la nostra realtà, quand’anche questa dovesse mutare”. Che un luogo dell’anima non si può cancellare.

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