Venticinque anni di reclusione per omicidio e occultamento di cadavere. E’ la sentenza della Corte d’assise di Catania per Salvatore Di Grazia, 81enne, accusato di avere ucciso la moglie 72enne, Mariella Cimò, per contrasti economici e passionali, facendo poi sparire il corpo.
Il Pm Angelo Busacca aveva chiesto la condanna all’ergastolo.
Mariella Cimò scomparve dall’abitazione della coppia il 25 agosto del 2011, la denuncia fu stata presentata dal marito il 5 settembre successivo. I due erano sposati da 43 anni. Negli ultimi periodi c’erano stati dei contrasti tra marito e moglie, in particolare sulla gestione di un autolavaggio self service per autovetture di Aci Sant’Antonio, di proprietà della Cimò e nel quale lavorava Di Grazia.
La donna lo voleva vendere, mentre il marito era assolutamente contrario, anche perchè, sostengono gli investigatori, “utilizzava gli uffici per incontri legati a relazioni extraconiugali”.
Dal 7 marzo al 6 luglio 2025, in concomitanza con le celebrazioni del Giubileo 2025,…
L'esposizione, curata da Chiara Rabbi Bernard e Claudio Parisi Presicce, è dedicata alla collezione Farnese,…
Due linguaggi, due modi di fare cronaca, scrivere e fotografare. Due mondi complementari che affrontano…
Negli ultimi giorni, i continui combattimenti nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo hanno…
Tra i 35.000 rifugiati che nelle ultime settimane hanno attraversato il confine dalla Repubblica Democratica…
Entro il 2026 Nasa lancerà sulla Luna la prima squadra di mini rover che dimostrerà…