Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro, dalla sua abitazione alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Mario Fani e via Stresa. Gli uomini delle BR uccisero, in pochi secondi, i cinque uomini della scorta, Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.
A 42 anni esatti dal rapimento Moro, con l’eccidio di via Fani e il tragico epilogo dei 55 giorni, l’attacco brigatista al cuore dello stato resta un caso con tanti misteri.
Ci sono tanti interrogativi ancora senza risposta oppure hanno avuto una o più risposte parziali che non sono ancora riposte esaurienti, ciò è avvenuto mediante processi, libri, interviste, testimonianze.
Se su questi interrogativi si arrivasse ad avere alcune certezze, allora i pezzi mancanti del puzzle potrebbero finalmente essere messi al loro posto, lasciando spazio ad una riflessione storico-politica che potrà finalmente fare a meno di dietrologie, bugie e depistaggi.
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